Sessuologia
I disturbi del desiderio sessuale
I disturbi sessuali del desiderio sono quelli che hanno a che fare molto poco con la sessualità nel senso che spesso, dietro ad essi esistono conflitti molto profondi

Scritto e revisionato da uno specialista del benessere sessuale
I disturbi del desiderio sessuale si distinguono in:
Disturbo da desiderio sessuale ipoattivo: in cui le fantasie sessuali ed il desiderio di attività sessuale sono persistentemente o ricorrentemente carenti o assenti. La condizione è causa di notevole disagio e difficoltà relazionali. La persona che presenta questo disturbo ha una scarsissima motivazione nei confronti della sessualità. Solitamente non prende mai l’iniziativa per avere un rapporto sessuale, ma può comunque acconsentire anche se con riluttanza, alla richiesta del partner. Un desiderio sessuale ipoattivo può nascondere, a volte, problematiche legate all’eccitazione o all’orgasmo. Dunque il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo può essere la disfunzione primaria oppure secondaria ad un’altra disfunzione. Le cause psicologiche possono comprendere: stato di depressione, senso di colpa, eccessiva preoccupazione, ansia, paura inconscia dell’intimità, problematiche relazionali, incapacità di comunicare i propri desideri, educazione sessuale troppo rigida.
Disturbo da avversione sessuale: in cui è presente una persistente o ricorrente estrema avversione, ed evitamento di tutti o quasi tutti i contatti sessuali genitali con un partner sessuale. La condizione è causa di notevole disagio e difficoltà relazionali. Il soggetto può mettere in atto veri e propri comportamenti di evitamento e, davanti alla possibilità di avere un rapporto sessuale può andare incontro a reazioni come difficoltà respiratorie, ansia estrema, attacchi di panico, senso di forte avversione o disgusto, sensazioni di terrore o di svenimento. La persona che soffre di tale disturbo può avere difficoltà nei rapporti interpersonali, in quanto possono essere evitati particolari contesti sociali o potenziali partner. Si tratta di persone che “non vogliono” sentire il proprio desiderio sessuale perché lo percepiscono come fonte di pericolo. Può esserci, quindi, la paura inconscia di una relazione intima.
I fattori organici, che possono interferire con il desiderio sessuale, comprendono:
- alterazioni e patologie ipotalamo ipofisarie
- malattie gonadiche
- alterazioni endocrine
- patologie sistemiche
- diabete mellito sindromi neurologiche
- farmaci
I disturbi sessuali del desiderio sono quelli che hanno a che fare molto poco con la sessualità nel senso che spesso, dietro ad essi esistono conflitti molto profondi. Ad esempio un disturbo depressivo maggiore può essere la causa primaria di questa disfunzione, pertanto si rende necessario trattare per prima la depressione. Il trattamento può essere difficile anche perché come è noto, spesso chi lamenta il disturbo, è il partner che presenta un desiderio normale e il quale è disposto ad iniziare un percorso. Molto spesso non si tiene conto che la persona che presenta un desiderio sessuale anomalo, vive bene il rapporto di coppia e per essa il problema non si pone se non quello della paura di perdere il partner. Spesso inizia una terapia spinto dalle comprensibili minacce di abbandono da parte del partner ma non sentendo una vera motivazione. Inoltre il disturbo del desiderio nasconde spesso la causa primaria che può essere una disfunzione sessuale inaccettabile per l’individuo come l’eiaculazione precoce o la disfunzione erettile, per cui dire e pensare: – “non ho voglia di fare l’amore” è molto più facile che dire: – “ho difficoltà di erezione o ho problemi a raggiungere l’orgasmo”.
Insomma, il disturbo del desiderio serve spesso a mascherare conflitti più gravi per l’individuo, ecco perché è difficile il trattamento. Frequentemente, il compagno di chi soffre di questa disfunzione può avere un problema sessuale a sua volta e stare con una persona che non lo desidera può fargli comodo poiché in questo modo maschera il suo problema. Sono le cosiddette coppie ad incastro dove i partner scelgono di mantenere il problema. Anche quando si rivolgono al terapeuta, a livello razionale sono consapevoli della mancanza del desiderio e vorrebbero risolvere il disagio, a livello emotivo non hanno la consapevolezza che il sintomo li tiene uniti nel bene e nel male. Una terapia psicologica è spesso ostacolata dal partner a desiderio normale proprio per mantenere vivo il sintomo. Mantenere il problema è meno rischioso che risolverlo con tutte le sue implicazioni senza trascurare il fatto che un partner con un basso appetito sessuale può essere considerata una persona affidabile, rassicurante e fedele. Risolvere il problema aprirebbe mille porte e il rischio di trovarsi accanto una persona diversa, nonché mettere in piazza e affrontare i propri problemi, ormai non più nascosti da quelli del partner.
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