Sessuologia
Disfunzioni sessuali dopo interventi chirurgici
Dal momento che un intervento demolitivo sulla sfera genitale ha chiare conseguenze sia sul soma che sulla psiche, esso ha ripercussioni certe sulla sessualità.

Scritto e revisionato da uno specialista del benessere sessuale
Disturbi della sessualità a seguito di interventi demolitivi sulla sfera genitale:
Dal momento che un intervento demolitivo sulla sfera genitale ha chiare conseguenze sia sul soma che sulla psiche, esso ha ripercussioni certe sulla sessualità.
Le possibili mutilazioni somatiche di un intervento demolitore genitale sono:
- compromissione dell’aspetto esteriore (in particolare gli interventi sulla mammella)
- asportazione totale o menomazione di organi implicati nella risposta sessuale quali vulva, cervice, utero e plessi nervosi.
- Menomazione o asportazione degli organi produttori di ormoni sessuali (ovarectomia).
Sul piano psichico è stata descritta una vera e propria sindrome post-isterectomia. Ciò è ancora più rilevante nelle donne giovani e senza figli.
Innanzitutto c’è la menomazione corporea intesa come l’immagine strutturante che separa l’Io dal mondo esterno. L’intervento minaccia quindi, la frantumazione dell’Io, con possibili disturbi dell’identità. Ad es. l’utero è il simbolo di un figlio progettato non nato, ma esso è anche il simbolo della funzione mestruale, riproduttiva e sessuale, costituenti, insieme, la femminilità. La donna operata può sperimentare un senso profondo di vuoto e depressione, anche se in alcuni casi dove l’intervento è stato risolutivo nel salvare la vita alla paziente, la sessualità potrebbe avere un giovamento, così come nei casi di forte dolore, dopo l’intervento avviene un netto miglioramento della sessualità. I disturbi sessuali in questi casi comprendono: il disturbo del desiderio, dell’eccitazione, dispareunia in seguito all’accorciamento vaginale e anorgasmia.
Durante l’atto chirurgico la parte inferiore della vagina ed i suoi legamenti vengono amputati per permettere l’asportazione del collo dell’utero; ciò determina un danno neurologico al plesso vaginale, la cui sensibilità è rilevante per il piacere femminile. È comunque importante considerare la situazione globale della vita della paziente. In questi casi è importantissimo avere una relazione basata sull’intimità e complicità.
Anche dopo un’interruzione volontaria della gravidanza, la sessualità può avere delle ripercussioni negative. Nella maggioranza dei casi la sessualità riprende come prima, ma in alcune donne può verificarsi il timore di una sorta di punizione divina e si può innescare un problema a raggiungere l’orgasmo proprio perché dopo l’aborto, la donna a maggior ragione, inconsciamente motiverà il rapporto sessuale ai fini riproduttivi.
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