Sessuologia
I disturbi sessuali e il loro trattamento
Il disturbo sessuale è un disturbo psicosomatico dove mente e corpo sono in continua interazione tra loro, infatti la sessualità fa parte dell’intera personalità dell’individuo e ha aspetti somatici e psicologici.

Scritto e revisionato da uno specialista del benessere sessuale
Non si può disgiungere il comportamento sessuale di un individuo dalla sua personalità globale.
Il trattamento delle disfunzioni sessuali deve essere affrontato attraverso l’aiuto di diverse figure professionali con un approccio integrato che includa sia gli aspetti somatici che psichici. La psicoterapia proposta da Sessual-Mente si occupa di rendere il paziente “consapevole” delle dinamiche interne e della relazione del corpo con la mente.
Una forma di difesa dal dolore dei traumi infantili è imparare a non sentire parti del proprio corpo o ad utilizzare il proprio corpo in maniera inconsapevole, come quando respiriamo solo per non morire o camminiamo velocemente anche se non abbiamo fretta. Questo si impara come difesa al dolore, percepiamo tutto ciò che siamo in maniera superficiale, con un prezzo da pagare altissimo: facendoci allontanare dalle sensazioni del corpo. Ci anestetizziamo e il modo di relazionarci con l’altro viene inficiato.
La disfunzione sessuale ha spesso il significato di rinnegare una parte di sé, come ad esempio una parte del proprio corpo (vaginismo, anorgasmia, ecc, ). Ma rinnegare una parte di sé è come decidere che non si vuole una stanza della propria casa ma non potendola eliminare perché la sua esistenza è indispensabile per l’integrità dell’edificio, la si chiude a chiave facendo finta che non esista.
L’individuo sessualmente maturo non si preoccupa della bontà delle sue prestazioni perché il suo comportamento sessuale è espressione diretta dei suoi sentimenti. Non è perfetto ma non è neppure uno che finge. Non trova soddisfazione sessuale in ogni esperienza perché le vicissitudini della vita non lo permettono. Sa che la soddisfazione globale non può disgiungersi dalla soddisfazione globale nella vita.
Le disfunzioni sessuali sono caratterizzate da un’anomalia del desiderio sessuale e da diverse modificazioni psico-fisiologiche che caratterizzano il ciclo di risposta sessuale. Fanno quindi riferimento alla fasi del desiderio, dell’eccitazione e dell’orgasmo. Esistono, inoltre, disfunzioni relative a sensazioni di dolore associato al rapporto sessuale.
In base alla natura dell’esordio della disfunzione sessuale, si possono individuare due tipologie:
- Tipo primario: se la disfunzione sessuale è presente fin dall’inizio dell’attività sessuale.
- Tipo secondario: se la disfunzione sessuale si sviluppa solo dopo un periodo di funzionamento normale.
In base al contesto in cui la disfunzione sessuale si presenta, si distingue:
- tipo generalizzato: se la disfunzione sessuale non è limitata a certi tipi di stimolazione, di situazioni o partner.
- Tipo situazionale: se la disfunzione sessuale è limitata a certi tipi di stimolazione, di situazioni o partner.
Facendo riferimento alle cause la disfunzione sessuale può essere:
- dovuta a fattori psicologici
- Dovuta ad una condizione medica o indotta da sostanze
- Dovuta a fattori combinati: quando si attribuisce a fattori psicologici un ruolo importante nell’insorgenza, nella gravità, nell’aggravamento o nel mantenimento della disfunzione sessuale e si ritiene che anche una condizione medica generale o l’uso di sostanze contribuiscano al mantenimento del sintomo, ma non siano da soli sufficienti a giustificare la disfunzione sessuale.
Il disturbo sessuale è caratterizzato da un duplice aspetto: cognitivo e comportamentale. Le caratteristiche del disturbo sessuale sono infatti la sgradevolezza (aspetto cognitivo) e l’automantenimento (aspetto comportamentale).
Secondo la classificazione del DSM-IV (manuale diagnostico dei disturbi mentali) le disfunzioni sessuali comprendono:
- Disturbi del Desiderio Sessuale
- Disturbi dell’Eccitazione
- Disturbi dell’Orgasmo
- Disturbi da Dolore Sessuale
- Disfunzione Sessuale dovuta ad una condizione medica generale
- Disfunzione Sessuale indotta da sostanze
- Disfunzione Sessuale NAS: comprendono le disfunzioni sessuali che non rientrano in nessuna delle categorie sopra menzionate come la cefalea post coitale e il dolore genitale dopo la masturbazione
Se il disturbo ha una causa psicologica è consigliabile un percorso di psicoterapia integrata dove vengono prese in considerazione la storia dell’individuo, la famiglia di origine, lo stile di vita, il suo modo di relazionarsi, nonché gli aspetti profondi della sua personalità. Non dimentichiamo che il disturbo sessuale è un sintomo di qualcosa di più radicato che va analizzato attentamente.
Il disagio sessuale ha l’utilità di comunicare all’individuo che qualcosa di più profondo non va. Insomma va ascoltato e non rinnegato attraverso il sostegno e l’alleanza terapeutica.
Curare il vaginismo e altri disturbi sessuali
Il trattamento durante la terapia con lo specialista può essere svolto da sole, almeno fino a quando vi sentirete pronte per fare intervenire il vostro partner. È importantissimo infatti che tra i partner ci sia fiducia e intimità, oltre ad un stabile legame di coppia. Durante il trattamento, se il terapeuta lo riterrà necessario, verranno assegnate delle mansioni da svolgere a casa in un’atmosfera rilassante e piacevole, si insegnano delle tecniche di rilassamento e di respirazione, si aiuta la donna ad entrare in contatto con tutte le parti del suo corpo e soprattutto a sentirsi imparando a riconoscere le proprie sensazioni. È di fondamentale importanza avere il tempo necessario per rilassarsi e stare da sole con se stesse, conoscersi, osservarsi, imparare ad accettarsi per quello che si è attraverso un percorso di analisi che conduce ad una maggiore consapevolezza di sé. Se in una coppia manca la fiducia, l’intervento del partner potrebbe essere un ostacolo alla buona riuscita della terapia, per questo è fondamentale capire le dinamiche più o meno profonde che caratterizzano la coppia. Il rancore allontana e peggiora la difficoltà, così come la mancanza di amore, la compiacenza sessuale e sentimentale, quando cioè si sta insieme perché costrette da altri motivi invece che da un sincero trasporto. A volte a causare difficoltà sessuali sono motivazioni più profonde legate ad abusi e traumi subiti nell’infanzia. Non dovete pensare necessariamente a traumi irreparabili, anche un padre o una madre distratti o poco presenti possono essere eventi traumatici. Un abuso sessuale può non causare danni evidenti alla sfera sessuale in alcune persone e un padre assente e poco attento alle vostre esigenze può contribuire a farvi chiudere di fronte ad una relazione sana.
A volte un disturbo sessuale può essere causato dall’inesperienza, si sente parlare di sesso ovunque ma in quanto alla pratica non tutti sanno come si fa e soprattutto come è fatto il proprio corpo e quello del partner. I tabù impartiti nell’infanzia riguardo la sessualità, convinzioni erronee e distorte, una rigida educazione sono soltanto alcuni dei fattori che contribuiscono alla nascita di disturbi sessuali come il vaginismo.
Non si tratta quasi mai di mancanza di desiderio come l’uomo è portato a pensare, ma di paura del dolore. Il vaginismo può nascondere la paura di essere “invasa”, ecco che attraverso il “muro” che si mette nella vagina, non si dà spazio a nessuno, non si lascia entrare nessuno nel proprio mondo interno, è una difesa, una ricerca disperata della propria autonomia.
Il partner si sente rifiutato dalla sua compagna e preme affinché lei faccia qualcosa per risolvere il problema, ma non è certo con la pressione che lei può cambiare, ma solo attraverso la comprensione e la pazienza.
Neanche la decisione di mettere al mondo un figlio può essere la giusta motivazione ad iniziare un trattamento. Lei non è preparata ad avere una sessualità completa e matura, figuriamoci affrontare una gravidanza, il parto e la maternità con tutta la responsabilità che comporta! Molto spesso la donna che soffre di vaginismo è una donna bambina molto legata intimamente alla madre, una figlia insomma che non può essere madre con facilità. Ecco che il sintomo viene usato per evitare di diventare donne e madri. Nonostante ciò anche l’esperienza della maternità può fare parte delle donne che hanno sofferto di vaginismo, ma solo dopo averlo riconosciuto, accettato, affrontato, compreso e risolto.
L’intervento del terapeuta consiste nell’affrontare insieme alla paziente l’ansia e la paura relative alla penetrazione e al rapporto completo.
La storia della sua vita e il vissuto delle sue emozioni e sensazioni sono fondamentali per affrontare le sue difficoltà.
Durante il trattamento dei disturbi sessuali, si aiuta la persona a “sentirsi”, ad avere la consapevolezza del proprio corpo e delle proprie sensazioni. Durante le sedute si affrontano temi come il significato della sessualità, la famiglia di origine, le relazioni interpersonali, il rapporto con il proprio corpo e quello maschile, la relazione con la propria femminilità, il modo di percepirsi e di vivere il rapporto con il compagno, la motivazione al cambiamento anche attraverso un lavoro profondo il quale necessariamente non può che essere impegnativo e importante. A tutto questo si aggiunge il lavoro con la respirazione e con il corpo.
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